Ritardo mentale

 Che cos’è

La Disabilità intellettiva (o Ritardo Mentale) è un disturbo, con esordio in età evolutiva, che comprende deficit sia a livello intellettivo (in termini di competenze di ragionamento, problem solving, pianificazione, pensiero astratto, capacità di giudizio, apprendimento scolastico e dall’esperienza) che adattivo (ovvero mancato raggiungimento degli standard di sviluppo di autonomia e responsabilità, previsti per età e contesto socio-culturale).

Quanto è frequente

Il tasso di prevalenza della Disabilità Intellettiva è stato stimato intorno all’1%.

Come si manifesta

Si distinguono quattro livelli di gravità (Lieve; Moderata; Grave; Estrema), a cui corrispondono quattro livelli di compromissione a livello concettuale, sociale e pratico.

L’ambito concettuale comporta competenze nella memoria, nel linguaggio, nella lettura, nella scrittura, nel ragionamento matematico, nell’acquisizione di conoscenze pratiche, nel problem solving e nelle capacità di giudizio nelle situazioni nuove.

L’ambito sociale comporta la consapevolezza dei pensieri, dei sentimenti e delle esperienze altrui, l’empatia, l’abilità di comunicazione, le capacità relazionali.

L’ambito pratico comporta l’apprendimento e l’autocontrollo nei vari aspetti della vita (cura di sé, responsabilità lavorative, gestione del denaro, lo svago, l’autocontrollo del comportamento).

Cause

Secondo la Consensus Conference dell’American College of Medical Genetics, partecipano all’eziologia della disabilità intellettiva:

– Cause genetiche (5-10%): anomalie cromosomiche o altri disordini genetici ereditari;

-Cause acquisite (45%): infezioni durante la gravidanza; malformazioni congenite del sistema nervoso centrale; malnutrizione materna; tossicità in gravidanza da uso di tabacco, alcool, farmaci e droghe; asfissia o traumi perinatali; traumi, infezioni o tumori post-natali.

– Fattori psicosociali (15-20%): deprivazione sociale, ridotta stimolazione socio-affettiva.

Trattamento

Il trattamento deve essere mirato al raggiungimento di un buon livello di autosufficienza.

A questo scopo, sono indicati:

– Trattamento logopedico e psicomotorio, soprattutto nei primi anni di vita;

– Terapia occupazionale (si occupa dell’individuazione e dell’eliminazione di barriere ambientali per incrementare l’autonomia e l’indipendenza e la partecipazione alle attività quotidiane, lavorative, sociali dell’individuo), soprattutto dopo gli 8-10 anni;

– Comunicazione aumentativa alternativa o linguaggio dei segni, in caso di deficit linguistico;

-Psicoterapia cognitivo-comportamentale e terapia farmacologica, se risulta associato un disturbo psicopatologico (ad es. disturbi d’ansia).