Project Description

DAP: Il trattamento cognitivo-comportamentale di gruppo

Il Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva offre un programma di intervento cognitivo-comportamentale di gruppo per il trattamento del Disturbo di Panico. L’intervento consiste in un adattamento del modello di intervento messo a punto dal Dott. Gavin Andrews presso la Clinical Research Unit for Anxiety Disorders in Australia. Diversi studi ed esperienze cliniche dimostrano l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento del Disturbo di Panico sia in contesti individuali che di gruppo. Il protocollo d’intervento con maggiore efficacia sembra essere quello che prevede l’utilizzo di tecniche espositive, enterocettive e in vivo in aggiunta a quelle della terapia cognitiva standard che comprende psicoeducazione, ristrutturazione cognitiva, rilassamento muscolare, controllo della respirazione.

L’obiettivo è quello di favorire il ridimensionamento del problema e la riduzione della sensazione soggettiva di “essere anormale” attraverso il confronto con altre persone che soffrono dello stesso disturbo.

STRUTTURA

Il gruppo si articola in 12 incontri a cadenza settimanale della durata di due ore ciascuno per un totale di tre mesi.

È suddiviso in due parti: la prima parte, formata dai primi sei incontri, prevede la psicoeducazione, una spiegazione del disturbo, allo scopo di fornire al paziente tutti gli strumenti per riconoscere e gestire la sintomatologia tipica del disturbo da attacchi di panico. La seconda parte, invece, è ampiamente dedicata al programma di esposizione in vivo. I pazienti, una volta acquisite tutte le informazioni e gli strumenti necessari per una ristrutturazione degli schemi cognitivi, con conseguente innalzamento dei livelli di autostima, seguiranno un programma di esposizione in vivo formulato per ognuno di loro, sulla base delle informazioni emerse durante la prima parte.

L’accesso al corso è regolato da un colloquio iniziale di valutazione individuale, finalizzato all’individuazione del disturbo e all’inquadramento diagnostico. E’ prevista una ricostruzione della storia clinica del disturbo a partire dal primo attacco di panico e viene valutata la presenza di eventuali evitamenti messi in atto dal paziente. Durante questo primo colloquio, il paziente viene sottoposto ad una batteria di test specifica per il Disturbo Di Panico e per la valutazione di eventuali disturbi di Personalità. Si tratta di questionari autosomministrati, che il paziente compila autonomamente:

  • Hamilton Anxiety Scale (HAM-A)
  • Anxiety Status Inventory (ASI)
  • Self Rating Anxiety State (SAS)
  • State-Trait Anxiety Inventory (STAI-Y)
  • Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI-III).

 OBIETTIVI

Gli obiettivi prefissati sono:

  • conoscenza del disturbo: cosa sono l’ansia, il panico, l’agorafobia; come si sviluppano gli attacchi di panico; come si sviluppano le fobie; il ruolo degli evitamenti;
  • apprendimento della gestione dei sintomi fisici attraverso strategie di regolazione del respiro e attraverso la gestione della tensione muscolare;
  • apprendimento di strategie finalizzate all’esposizione graduale alle situazioni temute ed evitate;
  • riconoscimento dei pensieri e delle convinzioni erronee che si verificano durante gli attacchi di panico e che alimentano l’ansia, con lo scopo di apprendere strategie cognitive atte a modificare tali errori di ragionamento;
  • aumento del senso di efficacia personale nel fronteggiare i diversi contesti di vita senza dover ricorrere all’aiuto di qualcuno;
  • condivisione in gruppo di esperienze comuni;
  • esperienze di solidarietà e crescita personale

Bibliografia di riferimento:

American Psychiatric Association (APA) (2000). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, 4th ed., text revision. Washington, DC. Tr. It Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (IV edizione). Masson, Milano 2002.

American Psychiatric Association (APA) (1998). Practice guideline for the treatment of patients with panic disorder. American Journal of Psychiatry 155, 1-34.

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.). Arlington, VA. American Psychiatric Publishing.

Andrews G., Creamer M., Crino R., Hunt C., Lampe L., Page A. (2003). The Treatment of anxiety disorders; Clinician’s guide and patient manuals – Second Edition. Cambridge UK. Cambridge University Press. Tr. It. Trattamento dei disturbi d’ANSIA; guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo. Centro Scientifico Editore, Torino, 2003.

Leveni D., Mazzoleni D. e Piacentini D., (1999). Cognitive-behavioral group treatment of panic attacks disorder: a description of the results obtained in a public mental health service. Epidemiologia e Psichiatria Sociale. 8 (4), 270-275.

Murphy M.T., Michelson L.K., Marchione K., Marchione N., Testa S. (1998). The role of self-directed in vivo exposure in combination with cognitive therapy, relaxation training, or therapist-assisted exposure in the treatment of panic disorder with agoraphobia. Journal of Anxiety Disorders. 12 (2) :117-38.

Piacentini D., Leveni D. (2003), Il trattamento dei disturbi d’ansia nei servizi pubblici di salute mentale. In: Trattamento dei disturbi d’ANSIA; guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo, Guidi A., Leveni D., Lussetti M., Morosini P., Piacentini D. e Rossi G. (a cura di) Centro Scientifico Editore, Torino.