Trattamento integrato per l’insonnia

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Trattamento integrato per l’insonnia 2017-03-30T19:45:33+00:00

Project Description

GRUPPI CBT-MBSR PER IL DISTURBO D’INSONNIA

Di che si tratta?

Il Terzo Centro ha sviluppato un protocollo d’intervento di gruppo dedicato a tutte le persone che soffrono di insonnia. Nello specifico, il protocollo prevede l’impiego di 2 tipi di trattamento. Il primo è la Terapia Cognitivo Comportamentale per l’Insonnia o CBT-I. La American Academy of Sleep Medicine (AASM) che stabilisce le linee guida internazionali per il trattamento dei disturbi del sonno, riconosce la CBT per l’insonnia come il trattamento di elezione per il Disturbo di Insonnia. Il secondo è la Mindfulness Based Stress Reduction o MBSR. La MBSR è un programma per la riduzione dello stress ideato alla fine degli anni ’70. L’efficacia del programma è stata valutata su più di 13.000 persone, mostrando effetti positivi sia sul piano fisico che mentale, ed è stato utilizzato per una varietà di patologie, quali: disturbi da somatizzazione, dolori cronici, ipertensione, cefalea, disturbi del sonno, disturbi d’ansia e attacchi di panico, ecc.

A chi è rivolto?

Il gruppo CBT-i e MBSR per l’insonnia è pensato per le persone che soffrono di Disturbo d’Insonnia, indipendentemente dal fatto che l’insonnia sia un disturbo a sé stante (insonnia psicofisiologica) oppure concomitante a un’altra condizione medica e/o psicologica. L’insonnia può infatti essere spesso conseguenza di problematiche neurologiche, cardiovascolari, polmonari, digestive, endocrine, muscoloscheletriche, dell’apparato riproduttivo e psicologiche. Diversi studi sperimentali hanno però dimostrato che anche quando l’insonnia è conseguenza di un’altra condizione medica, il suo trattamento ha effetti benefici non solo sul sonno ma anche sul disturbo primario.

La partecipazione al gruppo viene effettuata a seguito di un colloquio con i terapeuti per valutare le difficoltà specifiche di ciascun paziente e l’opportunità d’inserimento nel gruppo o a una terapia individuale.

Che cosa si fa?

Il gruppo (che può variare da un minimo di 4 ad un massimo di 8 partecipanti) viene condotto da 2 terapeuti, con un incontro settimanale di due ore, per la durata complessiva di 10 incontri.

Ogni incontro si suddivide in:
1.Un’ora di intervento CBT-i
2.Un’ora di pratica di meditazione o Mindfulness

I contenuti di ciascun intervento verranno descritti brevemente subito qui sotto.

In cosa consiste la CBT-i?

La CBT per l’insonnia non può essere considerata una psicoterapia ma piuttosto un intervento mirato sul disturbo del sonno. Essa si basa sui modelli psicofisiologici di regolazione del sonno e agisce sui fattori (comportamentali, fisiologici e cognitivi) di mantenimento del disturbo.

La CBT-i prevede i seguenti interventi:
1) Comportamentali
– Tecnica del Controllo degli Stimoli
– Tecnica della Restrizione del Sonno
2) Cognitivi
– Terapia Cognitiva
– Tecnica del Controllo Cognitivo
– Tecnica dell’Intenzione Paradossale
3) Psicoeducazione al sonno, all’insonnia e all’igiene del sonno

Tecnica del Controllo degli Stimoli (Bootzin, 1972)
In base ai principi dell’apprendimento associativo, si assume che stimoli ambientali, temporali e mentali relativi all’addormentamento siano divenuti “segnali” non di sonno bensì di veglia.
La strategia terapeutica consiste nell’estinguere le associazioni disfunzionali e nell’instaurare associazioni che favoriscano il sonno. Al fine di riassociare il letto al dormire, vengono introdotte alcune regole come: andare a dormire solo quando si ha sonno, alzarsi quando si è insonni (get-out of bed), sviluppare rituali pre-letto da associare al sonno, etc.

Tecnica della Restrizione del Sonno (Glovinsky e Spielman,1991)
Il sonno viene regolato da 2 processi principali: il processo S (o omeostatico) e il processo C (o circadiano).
Secondo il processo S la propensione al sonno aumenta durante la veglia e diminuisce durante il sonno. Se il sonno non sopravviene alla solita ora si verifica un ulteriore incremento della propensione al sonno. Quindi, più tempo rimaniamo svegli maggiore sarà la nostra propensione al sonno. Invece, secondo il processo C il sonno viene regolato da un orologio interno (endogeno), costituito da oscillatori neurali situati nel diencefalo (una porzione profonda del cervello), che producono l’alternarsi di momenti di propensione alla veglia e momenti di propensione al sonno nell’arco di circa 24 ore. In considerazione dei 2 processi di regolazione del sonno, il razionale della tecnica della Restrizione del Sonno è quello di incrementare la spinta omeostatica al sonno riducendo le ore da trascorrere al letto e quindi l’accumulo di sonno. La restrizione di sonno agisce migliorando la qualità e la continuità del sonno, riducendo il sonno superficiale e il tempo di addormentamento. Inoltre, regolando da protocollo gli orari di messa a letto e quelli di uscita dal letto, determina anche un effetto di regolazione dell’orologio endogeno circadiano, producendo una sua conseguente maggiore efficacia.

Terapia Cognitiva (Morin, 1993)
L’obiettivo della Terapia Cognitiva è quello di modificare le convinzioni e le aspettative sul sonno che alimentano il disturbo di insonnia. In particolare, alcune valutazioni che i pazienti insonni fanno di una determinata condizione (spesso in modo catastrofico), per esempio la sonnolenza al mattino, producono risposte emotive negative (come ansia, tristezza, rabbia) che a loro volta impediscono il sonno e creano un circolo vizioso che mantiene e alimenta l’insonnia.

Tecnica del controllo Cognitivo (Morin, Espie, 2004)
Il razionale di questa tecnica è lo stesso di quella del Controllo degli Stimoli, ma invece che riguardare i comportamenti o abitudini disfunzionali in prossimità del letto, riguarda i pensieri e le preoccupazioni. In particolare, si cerca di rompere l’associazione tra la camera da letto/il sonno e i pensieri caratterizzati da preoccupazioni o rimuginii, cercando di associare lo spazio e il tempo dedicati al sonno a pensieri rilassanti e piacevoli che favoriscono l’addormentamento.

Tecnica dell’intenzione paradossale (Espie, 1985)
Questa tecnica parte dal presupposto che il sonno è un processo automatico e involontario e come molti processi involontari dell’organismo, nel momento in cui si cerca di porre un controllo su di essi, vengono automaticamente inibiti (per es. disfunzioni sessuali). Gli insonni fanno infatti molti sforzi nel tentativo di dormire e pertanto inibiscono il sonno. La tecnica si propone, in modo paradossale appunto, di promuovere obiettivi legati alla veglia e non al sonno.

In cosa consiste la Mindfulness?

La Mindfulness (o pratica della consapevolezza) è una pratica mediante la quale è possibile aumentare la consapevolezza di ciò che ci accade momento per momento, per essere più presenti a noi stessi. Chiunque abbia vissuto uno stato di sofferenza e malessere psicologici può facilmente comprendere quanto, in quei momenti, la mente sia condizionata e distorta da un continuo, inconsapevole ed automatico susseguirsi di pensieri, stati d’animo, ricordi, aspettative e desideri che non riguardano il momento presente che si sta vivendo. Praticare la Mindfulness regolarmente permette di sviluppare un metodo sistematico per gestire lo stress, il dolore, le malattie, l’ansia e la depressione.
Per maggiori dettagli sulla Mindfulness clicca qui

 

Bibliografia di riferimento:

Bootzin, R. R. Stimulus control treatment for insomnia. In APA 80th Annual Convention, Honolulu, HI, September 2-8, 1972.
Espie, C. A., & Lindsay, W. R. (1985). Paradoxical intention in the treatment of chronic insomnia: Six case studies illustrating variability in therapeutic response. Behaviour research and therapy, 23(6), 703-709.
Glovinsky, P. B., & Spielman, A. J. (1991). Sleep restriction therapy. In Case studies in insomnia (pp. 49-63). Springer US.
Morin C. M., & Espie C. A. Insonnia : guida alla valutazione e all’intervento psicologico. edizione italiana a cura di Davide Coradeschi e Claudio Sica. Milano: McGraw-Hill, 2004
Morin, C. M. (1993). Insomnia: Psychological assessment and management (Vol. 104, pp. 205-207). D. H. Barlow (Ed.). New York: Guilford Press.
Ong JC, Manber R, Segal Z, Xia Y, Shapiro S, Wyatt JK. (2014) A randomized controlled trial of mindfulness meditation for chronic insomnia. Sleep. 37(9):1553-63
Schutte-Rodin S, Broch L, Buysse D, Dorsey C, Sateia M. Clinical guideline for the evaluation and management of chronic insomnia in adults. J Clin Sleep Med. 2008 4(5):487-504.