Project Description

Di che si tratta?

Gli interventi domiciliari sono parte integrante del nostro lavoro e favoriscono il recupero e lo sviluppo delle capacità del paziente, facendogli acquisire una maggiore fiducia in se stesso, aumentando il livello di autostima ed intervenendo e potenziando le risorse personali.

Lo psicologo a domicilio lavora, ove risulti utile, anche con i familiari che necessitano un sostegno nella relazione con il paziente con l’obiettivo di migliorare le dinamiche relazionali del sistema in cui la persona si trova a vivere, spesso gravate o sconvolte dal vissuto di malattia.

A chi è rivolto?

Gli interventi domiciliari sono indicati per esempio quando:

  • non è facile per chi chiede l’aiuto psicologico riuscire a trovare la forza di arrivare presso lo studio del professionista;
  • non risulta sufficiente la singola seduta ma è necessario l’intervento sul contesto abitativo;
  • è necessario esporsi in vivo proprio nell’ambiente domestico;
  • il paziente rifiuta il trattamento, ma i familiari esprimono preoccupazioni circa la sua situazione di salute.

Sono solitamente richiesti al fine di fornire un supporto:

  • ad individui che presentano sintomi tali da provocare uno stato di inattività e passività generalizzato e pervasivo;
  • per prevenire un aggravamento del problema;
  • per supportare il nucleo familiare;
  • per favorire la miglior qualità della vita ed il benessere psicologico della persona;
  • per evitare ricoveri non necessari presso strutture residenziali.

Che cosa si fa?

Presupposto indispensabile per l’efficacia terapeutica dell’intervento di assistenza psicologica a domicilio è un’attenta valutazione del caso specifico, delle singole situazioni e delle esigenze dell’individuo, dei possibili obiettivi condivisi e concordati con il paziente ed i familiari.

La prima fase dell’intervento prevede l’analisi del bisogno, la valutazione della situazione/problema, la restituzione delle indicazioni volte alla sua gestione, in accordo con lo psicoterapeuta inviante; la seconda fase è finalizzata a stimolare risorse presenti nella persona e nella famiglia ed alla gestione del vissuto emotivo.

In generale gli obiettivi che ci si prefigge attraverso tale intervento sono:

  • promuovere la qualità di vita ed il benessere dell’individuo;
  • aiutare la persona a recuperare le abilità che possono essere state compromesse o non ancora raggiunte (cura di sé, grado di autonomia sufficiente alla gestione dei principali aspetti della vita quotidiana, sviluppo o miglioramento delle capacità relazionali);
  • stimolare il recupero di un progetto di vita, sollecitando repertori comportamentali in linea con interessi e valori personali;
  • individuare e rivalutare le risorse e le potenzialità che appartengono alla singola persona;
  • individuare e superare condotte di evitamento;
  • confutare idee di inadeguatezza ed incapacità nell’individuo;
  • riattivare l’individuo al livello comportamentale, ristabilendo rinforzi positivi nel contesto di vita attuale;
  • fornire supporto alla famiglia ed all’individuo promuovendo lo sviluppo della rete sociale;
  • promuovere all’interno del nucleo familiare comportamenti funzionali alla gestione di alcuni aspetti della sintomatologia dell’individuo ed individuare eventuali comportamenti che mantengono la sintomatologia.

Il ruolo dell’intervento psicologico domiciliare, come abbiamo accennato, può variare a seconda degli obiettivi prefissati: nella realtà ci si espone sempre a un mix di questi elementi, tuttavia può essere realizzato un intervento focalizzato su uno di essi.

Elemento principe dell’intervento domiciliare è l’attivazione comportamentale: attraverso il sostegno e la professionalità di figure competenti è possibile alleviare la sofferenza provocata dalla sintomatologia, intervenendo sulle aree di sviluppo potenziali e sui punti di forza della persona, rendendo possibile il cambiamento. Spesso le persone affette da sintomatologie psicopatologiche tendono ad evitare ogni attività impegnativa e che genera ansia e ad assumere un atteggiamento di delega verso i propri familiari, tralasciando le proprie responsabilità. Il crescente stato di inattività provoca però un aumento delle rimuginazioni, dei pensieri negativi e dei sentimenti depressivi ed il desiderio di isolamento è solo l’inizio di un circolo vizioso che si autoalimenta e da cui sembra faticoso o addirittura impossibile vedere una via d’uscita: l’intervento di attivazione comportamentale ha proprio lo scopo di rompere questo circolo vizioso attraverso una serie di interventi terapeutici-comportamentali tra cui la programmazione ed il monitoraggio di attività quotidiane.

Nella nostra esperienza sempre più spesso le richieste di intervento domiciliare riguardano lo spettro emozionale, ponendo in primo piano l’esigenza del paziente di allenarsi ad attivare risposte emozionali, riconoscendole ed accettando di sperimentarle senza il bisogno di attivare interpretazioni catastrofiche, tentativi di ipercontrollo e/o comportamenti disregolati.

Come accedere?

La proposta di intervento di assistenza psicologica a domicilio viene effettuata dallo psicoterapeuta di riferimento, supervisore e punto di riferimento per tutta la durata dell’intervento.

Bibliografia di riferimento:

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