Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività

 

Che cos’è

La caratterizzazione fondamentale del Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività è un persistente pattern di disattenzione e/o iperattività e impulsività, che interferisce con il normale funzionamento dell’individuo.

La sintomatologia va, infatti, distinta dalla comune distrazione, vivacità o tendenza a rispondere di getto.

La disattenzione si manifesta, a livello comportamentale, come divagazione dal compito, difficoltà a mantenere l’attenzione e a seguire istruzioni (per cui i compiti più impegnativi verranno evitati), disorganizzazione, scarsa accuratezza, facile distraibilità, sbadataggine.

Per iperattività si intende una eccessiva attività motoria o loquacità, in situazioni in cui essa risulti essere non appropriata.

L’impulsività, infine, si riferisce ad azioni affrettate (ad esempio rispondere prima che la domanda sia conclusa o interrompere gli altri)

Questi sintomi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste ambientali.

Il Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività ha esordio nell’infanzia. La gran parte dei sintomi deve infatti manifestarsi prima dei 12 anni di età.

Sul piano emotivo, questi bambini mostrano, spesso, scarsa tolleranza alla frustrazione, eccessi d’ira, labilità emotiva, prepotenza, scarsa autostima, connessi a bassi risultati scolastici e difficoltà di interazione efficace

 

Quanto è frequente

Il Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività interessa circa il 3% della popolazione, con un’incidenza maggiore nei maschi .

 

Come si manifesta

Esistono 4 manifestazioni del disturbo:

-con disattenzione prevalente;
– con iperattività/impulsività prevalente;
– combinato (disattenzione ed iperattività si equivalgono);
– disattento.

Cause

Il Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività risulta causato da fattori che interessano il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale.

A questo proposito, sono state avanzate varie ipotesi, tuttora in fase di verifica sperimentale, che ricondurrebbero il disturbo rispettivamente a un anomalo funzionamento dei lobi frontali del cervello (coinvolti nella gestione dell’attenzione e nella pianificazione); alle diverse dimensioni di alcune strutture cerebrali sottocorticali; o, ad un’inferiore attività della parte anteriore del cervello.

 

Trattamento

L’interevento terapeutico dovrebbe  prevedere:

– In età prescolare: Parent Training (indicazioni ai genitori per una interazione e comunicazione efficaci con il figlio, come: organizzare la giornata secondo routine fisse; stabilire poche e semplici regole; evitare il più possibile i rimproveri, preferendovi la premiazione di comportamenti adeguati);

– In età scolare: Parent Training e Teacher Training, Terapia cognitivo-comportamentale e, in caso di forte iperattività/impulsività, in associazione, un trattamento farmacologico.

L’intervento cognitivo-comportamentale combina l’insegnamento di strategie cognitive, per esempio le tappe del problem-solving e l’automonitoraggio, con tecniche di modificazione del comportamento, come per esempio i rinforzi, gli auto-rinforzi e il modeling (è molto importante, infatti, che gli adulti di riferimento si pongano come modelli di comportamento funzionali).